FOOD, NESS

Fame Nervosa? Le risposte del dott. Mian

Carissimo Dottor Mian, ho un problema di fame nervosa per il quale vorrei che lei mi aiutasse…

10 anni fa pesavo KG.60,oggi mi ritrovo con KG. 73, per un’altezza di mt.165. La mia e’ senza dubbio una fame nervosa; poiche’ la riconosco dalle abbuffate di dolciumi che mi faccio per poi stare meglio.

Io quando mi annoio mangio, non vomito e non ho tutto cio’ ma poi sto un po’ male di stomaco tant’e’che devo andare di colpo poiche’ mi prende entro 24 ore come una crisi di diarrea quasi a farmi perdere i sensi.

Le diete che ho fatto facevano effetto ieri, ora non piu’ poiche’ il problema e’ piu’ dalla testa.Io per stare bene in certi momenti della giornata mi devo mangiare nutella brioscine cioccolattini senza pero’ badare alle quantita’.

Ultimamente ho preso,grazie ad un neuropisichiatra,della serotonina per migliorare l’umore e delle gocce di xanas.Risultato: ero molto piu’ calma, mi arrabbaivo di meno pero’ l’alimentazione e’ migliorata di poco.
Ho tralasciato la cosa piano piano per paura di abituarmi tropppo a queste medicine e ho notato che se lavoro ho meno problemi con l’alimentazione. Per ora non posso farlo, ho figli piccoli e i bimbi si sa’ prendono tutto il tempo.

Vorrei tanto fare delle lunghe passeggiate veloci per dimagrire come facevo una volta…….
Mi chiedevo se esiste qualcosa di simile alla serotonina ed un calmante che non facciano male, magari qualche tisana o qualche alimento altamente ANTINOIA.
Lei in merito a cio’ cosa mi sa consigliare?
Grazie, Lea

Risponde il dott. Emanuel Mian- autore di MindFoodNess

Cara Lea, cominciamo con il dire che il problema non è “più dalla testa”, come dice lei, ma è “solo” dalla testa: è diverso.

Lei cerca nei farmaci una sorta di scappatoia e, pertanto, il problema continuerà a manifestarsi sino a quando non prenderà coscienza del fatto che un percorso salutare non si può fare al contrario o con leggerezza. Il farmaco non è la soluzione, semmai è un aiuto da assumere sotto stretto controllo in un cammino terapeutico fatto di sedute di psicoterapia e di impegno.

Il supporto farmacologico deve poter contare sull’approccio psicoterapeutico, meglio se cognitivo comportamentale, in grado cioe’ di lavorare sui comportamenti ed i pensieri che la mantengono nel suo disagio.Non le suggerirò alcuna tisana antinoia, per rispetto a lei e alla mia professione. Le ricordo, piuttosto, che ha in casa due “antinoia” per eccellenza, i suoi figli.

I suoi figli che necessitano di attenzioni: giochi con loro, esca con loro, ne trarrete tutti dei benefici. Anziché pensare alle lunghe passeggiate per dimagrire, sposti l’attenzione da se stessa ai suoi bambini: incominci a desiderare anche il benessere di chi le sta accanto, facendolo si amerà di più e annoierà di meno.

Le consiglio comunque di vedere la puntata di MindFoodNess, la mia webseries su cibo, corpo ed emozioni dove parlo proprio di fame nervosa. Può vederlo cliccando QUI.

Buona vita,

Emanuel Mian

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